Omelia per il Santo Natale 2018 

Caro Gesù bambino,

                                  è da tanto tempo che non ti scrivo più una letterina, forse troppo tempo….Sai ogni tanto penso a quando ero bambino come tanti di questi miei amici ed anch’io con cura preparavo una lunga lista di desideri ed attese… Questa volta però non ho da chiederti giocattoli o doni, l’ho scritta perché oggi è il tuo compleanno e volevo dirti alcune cose che sono racchiuse nel mio cuore.

Eh già, anche quest’anno è arrivato il Natale, la nostra amata Alassio si è come sempre colorata di luci e di colori  e tanta gente si riversa nelle strade e nelle piazze per passeggiare e scambiarsi gli auguri. Però c’è qualche cosa che non mi torna Gesù. Tu sei il festeggiato, almeno, dovresti essere il festeggiato, ma tante persone non si sono nemmeno ricordate di farti gli auguri, o meglio magari frettolosi e di circostanza. Ci scambiamo i regali gli uni gli altri, ma forse a te non abbiamo nemmeno riservato un posticino nella nostra lista dei doni: siamo proprio dei maleducati. Però Gesù, sai, so che tanti di questi miei piccoli amici hanno preparato delle lettere bellissime, hanno fatto un lungo cammino verso Betlemme con il loro diario di viaggio e sono stati bravissimi ad insegnare loro stessi a noi adulti che cosa voglia dire volerti bene con tutto il cuore e cercare di diventare più buoni, allora insieme a loro vorrei chiederti un dono speciale, se possiamo disturbarti anche in questo giorno di festa.

Vorremo che almeno oggi i bambini nel mondo non debbano soffrire per la guerra, per la fame, per l’egoismo dei grandi; vorremo che, iniziando dai bambini di Alassio, possano vivere tutti il Natale con serenità e gioia. Vorremmo chiederti che anche nella nostra città, nelle nostre famiglie, nelle nostre case, finissero per questo giorno discordie e musi lunghi e ci fosse serenità e gioia per tutti: per favore non lasciamoci rubare la gioia del Natale! Per oggi niente facce da funerale!!

Anche noi veniamo davanti a te, nel presepe, per portarti la nostra vita, purtroppo ancora una volta carica di fatica, di tristezze e di affanni, ma Tu lo sai già, ci conosci bene: la portiamo davanti a te perché con un tuo sorriso Tu possa portare un po’ di luce in questo buio a volte così disarmante.

Caro Gesù bambino, perché i grandi non ci aiutano a capire che bel mondo sarebbe senza più pettegolezzi, gelosie e falsità? Perché continuano ad insegnarci che ogni mezzo è lecito per il proprio tornaconto e che vale più salvare la faccia piuttosto che ammettere i propri errori? E già, sembra che a volte sia più facile guardare nell’orto del vicino e criticarlo, piuttosto che provare a coltivare il nostro che rischia di inaridire per la non curanza. A volte poi si vorrebbe anche guardare nel tuo di campicello pensando dovresti fare così, dire cosà, con una parola sempre per tutto e per tutti… Aiutaci Signore Gesù a guardare sempre il buono che c’è negli altri ed ad abbandonare ogni malizia e pensiero cattivo, imparando a pensare sempre bene del prossimo, per gustarne le qualità ed i doni che Tu attraverso di lui compi nella nostra vita.

Fa che i nostri genitori qualche volta ci sgridino anche sonoramente, ma che ci insegnino il senso autentico della vita e non quello che diventa il prodotto surrogato di una società sempre più malata di individualismo e di facili compassioni. Non permettere che la verità ed i valori autentici vengano sostituiti con semplici compromessi, frutto dei nostri egoismi. Allontana dai nostri cuori le chiacchiere maliziose ed i discorsi inutili. Permettici di amare Te ed il prossimo con tutto noi stessi. Allontanaci dalla tentazione di essere cristiani da vetrina, esposti per farci vedere e metterci in mostra nelle occasioni importanti e chiusi nell’asfissiante sicurezza del “si è sempre fatto così”. Dacci il coraggio e la voglia di prendere il largo, di andare incontro al prossimo nel desiderio di sporcarci le mani con il disagio e la difficoltà di chi spesso è sull’uscio della nostra chiesa, ma non ha l’audacia di entrare, forse perché si sente giudicato o non accolto.

Gesù, porto però dinanzi a Te le sofferenze di tante persone che ho incontrato in questi giorni nelle loro confessioni e nelle loro confidenze, ti ringrazio perché nel silenzio eroico di ogni giorno mi testimoniano quanto ti amino e si fidano di te, accompagnale, aiutale e proteggile ed in questo giorno dona loro un po’ di meritata serenità.

Ti chiedo scusa Signore se ancora una volta mi sono presentato a Te con tante imperfezioni e con tante mancanze, aiutami a migliorarmi perché le persone che incontro possano sempre più vedere in me il tuo volto di amore; fa che non perda mai il coraggio di andare loro incontro, sporcandomi le mani con loro e per loro.

All’inizio di questa lettera avrei voluto fare un lungo elenco di regali da chiederti: fai che i bambini del catechismo siano più obbedienti, che i confratelli trovino sempre più armonia tra loro e con gli altri nelle loro iniziative, che riesca ad avvicinare le persone più lontane, che possa trovare il modo costruttivo e collaborativo per riuscire a pagare i lavori della nostra Chiesa (e sono tanti), ma poi mi son detto che non era bello nel giorno del tuo compleanno fare una lista della spesa, non era proprio educato. Ma certamente passata la festa tornerò a bussare al tuo cuore per tutte queste cose.

Infine Signore voglio scriverti un’ultima cosa: grazie!!! Grazie di vero cuore per questi miei amici più piccoli attraverso i quali sempre più capisco quanto Tu sei grande e ci ami, loro, insieme agli ammalati e agli anziani che quotidianamente incontro sono la mia vita ed il segno della tua vicinanza e del tuo affetto. Proteggili, sostienili e dona in modo particolare ai catechisti il sostegno del tuo conforto e la gioia inesauribile della tua Grazia per continuare il loro servizio con tanto entusiasmo nonostante gli ostacoli e le difficoltà.

Caro Gesù bambino fa che anche se solo in un piccolo cantuccio, nel presepe oggi a Betlemme ci possiamo essere anche noi, facci gustare la ruvida pietra della grotta, il gelido freddo della notte, le fatiche di una vita povera ed umile, per poter però anche noi assaporare il dolce tepore del bue e dell’asinello nei gesti quotidiani di tante persone che ci vogliono bene.

Grazie Gesù e buon Natale, nel senso vero della parola, cioè che questa Tua nascita nei nostri cuori faccia davvero bene a tutti noi. Sia per noi un Natale scomodo, come lo è stato per te, scomodo perché possa sorprendere la nostra vita come ha sorpreso quella di Maria e Giuseppe, cambiandola però con la luce della tua presenza. Buon scomodo Natale!! Amen